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Il miraggio di incarnare sogni
 
Onorino Rota, fms

Per decidere da responsabili

Il miraggio di incarnare sogniLa vita non è una nave tranquilla che scivola da sola verso il porto della felicità. Su di essa, in ogni momento sei impegnato come timoniere, con la responsabilità di definire la rotta.

A te tocca decidere quale esperienza fare dell’amore, come affrontare i giorni della solitudine, che tipo di felicità ricercare, che senso dare ai tuoi insuccessi, come investire le tue qualità a favore della vita di tutti.

Anche quando incroci le braccia e ti lasci portare dalla corrente, non smetti di essere tu il responsabile della tua vita. Tante persone ti possono aiutare, nessuno ti può sostituire nel rischioso mestiere di vivere.

Fin d’ora sei protagonista del tuo futuro. Nei giudizi e nelle decisioni di ogni giorno, stai progressivamente delineando il tuo volto di domani. Dalle amicizie e dalle simpatie che alimenti, da come sei attento ai bisogni degli altri, ti impegni nella scuola e guardi al lavoro, da come usi il tuo tempo e le cose, dai sogni che coltivi, stai di fatto già scegliendo un progetto per la tua vita. Le tue giornate sono un prezioso laboratorio, nel quale metti a punto la formula per una vita veramente riuscita.

È importante allora spingere a fondo le tue scelte e domandarti: ti senti davvero responsabile in prima persona del tuo futuro? Su quale progetto di uomo o di donna stai scommettendo la tua vita?

Per non accontentarsi della mediocrità

Carlo Urbani non era famoso. I riflettori dell’opinione pubblica non si erano mai occupati di inquadrarlo. O forse era lui che non li aveva mai cercati. Pensava al suo lavoro. Anche se “lavoro” probabilmente non è la parola giusta. Era un medico. E, facendo il medico, è morto, ucciso da un virus che è stato il primo a scoprire, un “veleno” che si chiama SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome).

Non aveva una clinica. Ne aveva molte. Aveva lavorato per Medici Senza Frontiere, in luoghi del mondo in cui una siringa sterile è una preziosa conquista. Ne era stato il presidente e per conto dell’Associazione, nel 1999, aveva ritirato il premio Nobel per la pace. Poi era passato all’Organizzazione Mondiale della Sanità: aveva funzioni di coordinatore per l’area del Sud Est asiatico ad Hanoi, in Vietnam.

Lavorava sodo, e in silenzio: «Non dobbiamo essere egoisti, io devo pensare agli altri» scriveva nell’ultima lettera alla moglie Giuliana. Raccontava solo agli amici le sue esperienze, i racconti dei luoghi disperati che aveva visto, la battaglia quotidiana e quasi inerme contro le malattie anche più banali. E quando tornava a casa, a Castelplanio, sulle montagne della provincia di Ancona (Italia), scriveva sul bollettino della parrocchia. «Lui era così» ha ricordato il parroco don Mariano. «presentava le relazioni ufficiali ai congressi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e poi trovava il tempo di scrivere un articolo per il nostro Giornalino Parrocchiale, o di impegnare mezza giornata per raccontare ai bambini del catechismo come vivono i bambini poveri del mondo».

La sua vita è racchiusa tra due date 19 Ottobre 1956 - 29 marzo 2003. Quarantesette anni pieni di vita!

Se non hai un sogno puoi solo vivacchiare

Carlo UrbaniIn una delle lettere che Carlo scrive a suo fratello puoi cogliere tutta la ricchezza e la forza della sua personalità, il suo ideali di vita.

“Sono cresciuto insegnando il miraggio di incarnare sogni, Ed ora credo di esserci riuscito. Ho fatto dei miei sogni la mia vita ed il mio lavoro. Anni di lavoro mi permettono oggi di vivere vicino ai problemi, a quei problemi che mi hanno sempre interessato e turbato. Quei problemi oggi sono anche miei, in quanto la loro soluzione costituisce la sfida quotidiana che devo accettare. Ma il sogno di distribuire accesso alla salute ai segmenti più sfavoriti delle popolazioni è diventato oggi il mio lavoro. In questi problemi crescerò i miei figli, sperando di vederli consapevoli dei grandi orizzonti che li circondano, inseguendo sogni apparentemente irraggiungibili, come ho fatto io”.

Mi fermo e… penso

  • Carlo aveva un sogno e voleva realizzarlo.
  • I problemi che Carlo doveva affrontare si trasformavano in sfide per lui.
  • La preoccupazione di Carlo era di far intravedere ai figli i grandi orizzonti che li circondano.
  • La forza di Carlo è stata di scoprire che alcuni sogni erano irraggiungibili solo apparentemente.

Mi fermo e… prego

Servando Mayor, uno dei Fratelli Maristi uccisi a Bugove nel 1994 scriveva sul suo diario questa preghiera che riassume molto bene la tensione in cui ogni persona si trova a vivere: vedere ciò che dobbiamo fare e non avere il coraggio di realizzarlo.

Signore ti offro la mia vita: è tua!
Tu sai che sono debole e fragile.
Prendi la mia argilla e modellami secondo la tua fantasia.
Rendimi come Maria, vaso sempre pieno di amore.
Fa’ che trabocchi e dia vita a tante persone
che come me avvertono il bisogno di dare senso alla propria vita.
Inonda la mia povera esistenza con la tua acqua viva.
Rendi la mia argilla consistente.
Sai che facilmente mi rompo e rimango vuoto,
anche se pieno delle mie cose che non mi rendono felice,
ma di cui spesso non riesco a farne a meno.
Signore mi fai paura !
E’ rischioso fare un salto nel vuoto.
Soffro di vertigini quando non intravedo nulla.
Dammi una spinta Signore.
So che non è facile seguire le tue orme,
ma con la tua forza sarò fedele.

Mi fermo e… decido

Giovanni XXIII è passato alla storia come il “Papa buono”. Anche lui, nonostante l’età, il servizio che svolgeva, la responsabilità a cui doveva far fronte… si era imposto di essere buono, ma conoscendosi chiedeva questa grazia al Signore solo per un giorno.
Soltanto per oggi cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita tutto in una volta.

  • Soltanto per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno e pretenderò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
  • Soltanto per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
  • Soltanto per oggi mi adatterò alle circostanze senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
  • Soltanto per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche lettura buona, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima.
  • Soltanto per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
  • Soltanto per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare e se mi sentirò offeso nei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.
  • Soltanto per oggi mi farò un programma. Forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni: la fretta e l'indecisione.
  • Soltanto per oggi crederò fermamente - nonostante le apparenze contrarie - che la Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
  • Soltanto per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere ciò che è bello e di credere nella bontà.

Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.

 
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