Il fenômeno dell’immigrazione ha posto il nostro Paese in una situazione di progressiva pluralizzazione culturale e religiosa. La novità consiste che oggi, rispetto al passato, coesistono in modo stabile più religioni nella stessa Nazione.
Le Chiese Europee si trovano davanti alla necessità di trovare modi di relazione e comunicazione con le altre religioni. Si tratta di individuare concretamente delle strategie di dialogo non solo per una specifica tolleranza, ma per forme costruttive di serena e rispettosa convivenza.
In questa prospettiva la Chiesa e la vita consacrata sono poste di fronte ad una sfida inedita e all’apparenza paradossale: la missione esercitata per secoli dall’Europa verso l’esterno diventerà adesso necessaria – in una forma del tutto diversa – verso l’interno.
Infatti c’è da aspettarsi che, a medio e lungo termine, i rapporti numerici tra le religioni si modificheranno e, anche estraendo dall’andamento dei dati statistici, l’incontro con altre religioni provocherà un cambiamento delle strategie di evangelizzazione delle altre confessioni cristiane. È dunque urgente riconsiderare la natura e il senso della missione.
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