“…in questi anni il modo di sentire e di vivere l’autorità e l’obbedienza è mutato sia nella Chiesa che nella
società. Ciò è dovuto, tra l’altro: alla presa di coscienza del valore della singola persona, con la sua vocazione e i
suoi doni intellettuali, affettivi e spirituali, con la sua capacità relazionale; alla centralità della spiritualità di
comunione, con la valorizzazione degli strumenti che aiutano a viverla;a un modo diverso e meno individualistico
di concepire la missione, nella condivisione con tutti i membri del popolo di Dio, con le conseguenti forme di
concreta collaborazione” (FT 3, pag 6).
“L’intento principale di questa Istruzione è quello di riaffermare che obbedienza e autorità, seppur praticate
in molti modi, hanno sempre una relazione peculiare con il Signore Gesù, Servo obbediente. Inoltre si propone
di aiutare l’autorità nel suo triplice servizio: alle singole persone chiamate a vivere la propria consacrazione
(prima parte); a costruire comunità fraterne (seconda parte); a partecipare alla missione comune” (terza parte)
(FT 3 pag. 7). |