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Atti del Seminario per la Formazione alla Leadership
Autorità e potere nella vita consacrata: tra complessità e aspettative
28 marzo - 1 aprile 2005
Città della Pieve
Presentazione

Atti del Seminario per la Formazione alla Leadership"Servire la libertà nella sequela di Cristo, il titolo che accompagna la pubblicazione degli Atti del Seminario per la formazione alla leadership, organizzato dall'Osservatorio della Vita Consacrata in Italia della C.I.S.M a Città della Pieve dal 28 marzo al 1 aprile del 2005. L'obiettivo del Seminario s'inserisce nel documento programmatico della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (Ripartire da Cristo: un rinnovato impegno della Vita consacrata nel terzo millennio" (19 maggio 2002). In particolare il §14 si sofferma e focalizza la riflessione seminariale:

“Nel ritrovare il senso e la qualità della vita consacrata, un compito fondamentale è quello dei superiori e delle superiore, ai quali è stato affidato il servizio dell'autorità, compito esigente e talvolta contrastato. Esso richiede una presenza costante, capace di animare e di proporre, di ricordare la ragion d'essere della vita consacrata, di aiutare le persone affidate per una fedeltà sempre rinnovata alla chiamata dello Spirito. Nessun superiore può rinunciare alla sua missione di animazione, di aiuto fraterno, di proposta, di ascolto, di dialogo. Solo così l'intera comunità potrà ritrovarsi unita nella piena fraternità e nel servizio apostolico e ministeriale.
Rimangono di grande attualità le indicazioni offerte dal documento della nostra Congregazione, La vita fraterna in comunità, quando, parlando degli aspetti dell'autorità che oggi occorre valorizzare, richiama il compito di autorità spirituale, di autorità operatrice di unità, di autorità che sa prendere la decisione finale e ne assicura l'esecuzione. Ad ognuno dei suoi membri è richiesta una partecipazione convinta e personale alla vita e alla missione della propria comunità. Anche se in ultima istanza, e secondo il diritto proprio, appartiene all'autorità prendere le decisioni e fare le scelte, il quotidiano cammino della vita fraterna in comunità richiede una partecipazione che consente l'esercizio del dialogo e del discernimento.
Ognuno e tutta la comunità possono, così confrontare la propria vita con il progetto di Dio, facendo insieme la sua volontà. La corresponsabilità e la partecipazione sono esercitate anche nei diversi tipi di consigli ai vari livelli luoghi nei quali deve regnare innanzitutto la piena comunione, così da avere costantemente la presenza del Signore che illumina e guida. Il Santo Padre non ha esitato a ricordare l'antica sapienza della tradizione monastica per un retto esercizio concreto della spiritualità di comunione che promuove e assicura la fattiva partecipazione di tutti. In tutto questo aiuterà una seria formazione permanente, all'interno di una radicale riconsiderazione del problema della formazione negli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica} per un autentico cammino di rinnovamento: esso infatti «dipende principalmente dalla formazione dei loro membri»”.

Obiettivo strettamente complementare al primo, ispirato al citato paragrafo di “Ripartire da Cristo”, vede l'attenzione della C.I.S.M. nell' offrire - nella misura delle sue possibilità un contributo ad una formazione per la leadership. Settore di non immediata evidenza nel panorama delle iniziative organizzate per la Vita Consacrata in Italia. Il tema del Seminario prende in esame la relazione “Autorità e potere nella Vita Consacrata tra complessità ed aspettative”.

Lo status quaestionis o laboratorio preliminare è stato affrontato da p. Pier Luigi Nava, smm - coordinatore del Seminario - attraverso il ricorso ad esercizi di ri-composizione, ovvero una lettura esperienziale di attuali emergenze nella relazione tra autorità e potere che presentano problematiche di comune interesse per gli Istituti di Vita Consacrata Religiosa maschili e non.

Nella sua profonda e ricca relazione Padre Paolo Martinelli, ofmcap, ha messo in luce gli orientamenti teologici dell'autorità e il potere nella vita consacrata. È emersa la complessità della figura dell'autorità nella vita consacrata. Il Superiore Provinciale chiamato a servire nell' autorità non deve essere considerato solo dal punto di vista delle sue capacità organizzative, peraltro auspicabile, o semplice esecutore di decisioni collegiali. I Superiori Maggiori devono invece essere veramente persone capaci di autorità spirituale, preoccupati del cammino dei propri fratelli; autorità operatrici di unità, capaci di cogliere il senso della diversità presente nelle proprie comunità; autorità, infine, che sanno prendere decisioni concrete e ne assicurano l'esecuzione; capaci, se necessario, di autentica e benevola correzione.

L'autorità così concepita, ha aggiunto Padre Martinelli, si manifesta indubbiamente come un luogo umano in cui cogliere un raggio significativo della paternità di Dio, al di là di ogni equivoco ed inutile paternalismo.

Una provocazione alla vita consacrata possiamo definire l'intervento del Prof. Italo De Sandre, Professore ordinario di sociologia all'Università di Padova. A partire da un’analisi tipicamente sociologica ha messo in evidenza i tratti salienti della leadership all'interno del cambiamento socioculturale del nostro tempo. L'approccio parte dall'approfondimento di un’organizzazione complessa, com'è l'autorità del superiore in relazione alla vita comunitaria, che vive di una pluralità di soggetti interessati ad assumere responsabilità verso e con ciascuno di essi. Si tratta di processi organizzativi di Istituti Religiosi, che si strutturano in convivenze-comunità diversamente ampie che hanno la caratteristica di inglobare al proprio interno l'intera vita quotidiana, o quanto meno i suoi aspetti più importanti, di ciascuna persona che vi opera e/o vi abita. Non è uno dei luoghi di lavoro, ma è il luogo identitario, familiare, di ciascuno e di tutti i membri di quell'Istituto. Le dimensioni comunicativo-relazionali quindi sono rilevanti, intrecciate ai rapporti funzionali che debbono essere attivi in modi efficaci tra quelle stesse persone. Il Superiore Maggiore non deve eseguire un ruolo, ma interpretarlo secondo i tratti e stili di azione diversi, in cui la persona integra i suoi percorsi di razionalità (limitata) ed affettività nel complesso dell'organizzazione.

L’analisi sul piano psicologico verso nuovi modelli dell'esercizio dell'autorità, con tutte le possibilità e ambiguità che nasconde, è stata la relazione accattivante di Don Umberto Fontana, sdb. Una carrellata di tanti modelli di esercizio dell'autorità che si sono imposti nei secoli hanno permesso di riflettere sulla persona del Superiore religioso come una figura complessa da ripensare. Le Congregazioni, nell'intento di seguire la trasformazione sociale, si sono trasformate in organizzazioni complesse, che sul modello della vita consacrata tradizionale sono ormai difficili da governare, dove il superiore riassume oggi nel ruolo di autorità/potere compiti molteplici e impegni professionali-apostolici variegati che spesso contrastano con gli scopi della santificazione-consacrazione personale.

Pertanto don Umberto Fontana delinea così le difficoltà e l'ambiguità della figura del superiore oggi: formatore di vocazioni, “padre, abate, o guardiano" dei bisogni dei confratelli, guida spirituale di tutti, “giudice di pace” tra conflitti relazionali, punto di riferimento per il mantenimento e lo sviluppo del carisma dell'opera, ponte dell’aggiornamento dei fini della Congregazione con i tempi, mediatore tra Chiesa e società civile. .. Ma nello stesso tempo deve essere anche: manager di opere complesse, gestore in prima persona di attività che, di fronte alle legislazioni civili, hanno assunto ormai struttura e obblighi tali da esigere competenze professionali che la formazione religiosa non gli ha dato. Ciò richiede una trasformazione e ripensamento di modelli nella gestione dell'obbedienza.

Con chiarezza, profondità, lucidità Padre Agostino Gardin, ofmconv, ha sviluppato la sua relazione a partire da una lettura esperienziale. Dalla constatazione che oggi vi è una certa crisi di ruolo nell'esercizio dell'autorità, il Superiore deve essere prioritariamente a servizio della vita spirituale, a servizio del!' unità che si preoccupa di creare il clima favorevole per la condivisione e la corresponsabilità, un' autorità che sa prendere la decisione finale e ne assicura!' esecuzione. Ogni autorità nella comunità cristiana, e in particolare nella vita consacrata, non è un qualunque esercizio di potere: è un modo di attuare la sequela di Colui che ha dichiarato di essere venuto “non per essere servito, ma per servire”.

Infine attraverso i laboratori è stata data la possibilità ai partecipanti di approfondire insieme i contenuti presentati dai Relatori, nello stesso tempo di far “entrare in gioco" il personale apporto di esperienza (saperi - competenze) inerente al proprio ruolo di Superiori o Consiglieri. In questa prospettiva, è stato interessante constatare come le diverse tipologie presenti di Vita Consacrata (canonici, società di vita apostolica, congregazioni di vita apostolica o ecclesiastiche ... mancano purtroppo i mendicanti...) forniscono un approccio differenziato, la propria cultura giuridico-istituzionale, le tradizioni che hanno prodotto una peculiare "visione" delle idee/valori che ispirano la prassi di governo.

Nel presentare questo volume, sento di esprimere un sincero ringraziamento ai relatori per la ricchezza di contenuti e la capacità di coinvolgere i partecipanti in un con fronto vivace e sentito.

A Padre Pier Luigi Nava, che è stato il conduttore e grande animatore del Seminario, la nostra gratitudine perché ha saputo curare nei dettagli una esperienza significativa e per molti esaltante.

A tutti i partecipanti al Seminario che hanno contribuito attraverso la loro personale esperienza di Superiori Maggiori, con tutte le responsabilità e fatiche che oggi comporta svolgere il servizio dell' autorità, e dei Consiglieri che nel partecipare al governo della Provincia religiosa hanno il dovere di consigliare e sostenere il Superiore nelle sue funzioni di animatore della vita spirituale e la vita fraterna e apostolica dei propri fratelli, la nostra riconoscenza per la partecipazione attiva e la condivisione arricchente.

DON ALBERTO LORENZELLI, SDB
Presidente Nazionale della CISM

 
Indice
  • Prefazione
    Don Alberto Lorenzelli, SDB
  • Autorità e potere nella vita consacrata. Esercizi di ricomposizione
    P. Pier Luigi nava, SMM
  • Autorità e potere nella vita consacrata: servire la libertà di seguire Cristo
    P. Paolo Martinelli, OFMCap
  • La leadership nel cambiamento socio-culturale del nsotro tempo: interrogativi per la vita consacrata
    Italo De Sandre
  • Verso nuovi modelli dell'esercizio dell'autorità? Possibilità e ambiguità
    Don Umberto Fontana, SDB
  • Crisi di ruolo e/o nuove aspettative? Una lettura dall'esperienza
    P. Agostino Gardin, OFMConv
 
©"Il Calamo" di Fausto Liberati s.n.c. 2006
ISBN 88-89837-17-9
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