| I religiosi oggi devono "buttarsi" sulla strada, in ascolto dei nuovi poveri e delle nuove povertà, confidando più nella Provvidenza di Dio che sulla previdenza degli uomini.
La specificità della presenza dei religiosi nel tessuto sociale deve ritornare ad appoggiarsi sulla gratuità dell'amore, sulla capacità di giungere al cuore dell'uomo, sulla relazione personale, sulla profetica individuazione di fragilità nuove o diversamente rappresentabili.
II Testo raccoglie gli Atti della Conferenza celebratasi ad Assisi
dal 12 al 15 ottobre 2009, organizzato dalle Aree della Solidarietà e dei Servizi Sociali della CISM (Conferenza Superiori Maggiori) e USMI (Unione Superiori Maggiori d'Italia).
Esso è stato impostato non solo come raccolta di relazioni, di esperienze e di interventi assembleari, ma soprattutto
come strumento di lavoro e di riflessione per aiutare le comunità religiose ad un "ritorno al futuro" dei propri Istituti; un ritorno alle sorgenti carismatiche per un presente tutto da reinventare.
I religiosi devono tornare ad essere capaci di innovazione:
a differenza dei secoli scorsi, molte situazioni di bisogno sono oggi in gran parte tutelate dall'intervento pubblico (ospedali, pensioni, ammortizzatori sociali, ecc.); ma, come nei secoli scorsi, ci sono vecchie e nuove situazioni di bisogno rispetto alle quali l'intervento pubblico si rivela impreparato e, soprattutto, c'è uno spazio — che si potrebbe definire la "solitudine del povero" — che solo la Carità può colmare. |