partecipa Links Contattaci Pubblicazioni Attività Conferenze regionali Aree ed Uffici Chi siamo Home page
Conferenza Italiana Superiori Maggiori
Conferenza Italiana Superiori Maggiori
Home page > Pubblicazioni > Atti delle Assemblee > 2005
Pubblicazioni
 
ATTI DELLE ASSEMBLEE - 2005
 

Il Superiore Maggiore e il suo Consiglio:
un Servizio di Comunione e di Corresponsabilità

 
 
INDICE
 

Il Superiore Maggiore e il suo Consiglio: un Servizio di Comunione e di CorresponsabilitàPRESENTAZIONE
Don Alberto Lorenzelli, SDB - Presidente Nazionale

RELAZIONI
Il Superiore Maggiore e il suo Consiglio: un Servizio di Comunione e di Corresponsabilità (Don Mario Aldegani, csj)

Il Superiore Provinciale ed il suo Consiglio (Fr. Gianni Dal Piaz, OSBCAM)

Un Consiglio per il Superiore: problematiche e prospettive di interazione consiliare (Fra Agostino Cardin, OFMCONV)

Risignificare un servizio per il Superiore Maggiore: condizioni e possibilità di un esercizio della corresponsabilità a livello consigliare (Don Giuseppe Tacconi, SDB)

La relazione del Segretario Generale della CISM (P. Fidenzio Volpi, OFMCAP)

Il ruolo del Presidente della CISM (P. Pier Luigi Nava, SMM)

RELAZIONE FINALE
Relazione finale

APPENDICE
Omelia di mons. Paolo Romeo

RASSEGNA STAMPA

© "Il Calamo"
2006
 
Presentazione
Don Alberto Lorenzelli, SDB - Presidente Nazionale
 

Don Alberto Lorenzelli, SDB - Presidente NazionaleL'Assemblea Generale di Monopoli che abbiamo celebrato è stata senza alcun dubbio un momento di grazia per la Vita Consacrata in Italia. La buona partecipazione, la modalità di coinvolgimento nei lavori ai tavoli, il buon livello degli interventi offerti alla riflessione e le relazioni che si sono create ci hanno permesso di incontrarci e conoscerci; ascoltare, condividere e riflettere insieme; pregare e celebrare insieme il dono della nostra comune vocazione. Vedendo i diversi volti, ascoltando i tanti interventi e le diverse ricchezze carismatiche dei nostri Istituti li presenti, in più di una occasione mi è nata spontanea una lode al Signore per il dono di tanti fratelli e per le loro diversità, poiché sono doni del Signore e una ricchezza per chi le sa accogliere.

Nel presentare gli Atti della nostra Assemblea sento di sottolineare il valore del tema trattato soprattutto per l'importanza che ha il servizio dell'autorità nelle nostre fraternità e per la chiarezza e lucidità con cui i vari relatori hanno evidenziato i ricchi contenuti, frutto non solo di una riflessione ma anche di una dimensione esperienziale.

"Il Superiore Maggiore e il suo Consiglio: un Servizio di Comunione e di Corresponsabilità", è stato il tema trattato. La prima relazione di padre Mario Aldegani, presidente uscente della Conferenza ha evidenziato che l'autorità nella VC non è questione di potere, ma di responsabilità e di servizio, elementi che creano comunione, perché l'autorità ha senso solo all'interno della fraternità/comunità. Dalla comunione, scaturiscono i compiti della corresponsabilità e della partecipazione, volte "non a raggiungere formule di tipo democratico o a conseguire maggioranze, ma a ricercare e riconoscere la volontà di Dio e il bene delle persone e dell'Istituto".
Da tutto questo deriva una realtà conosciuta ed espressa con un termine entrato nel linguaggio comune: l'autorità è servizio; servizio al singolo, rispettato come per-sona, e alla comunità, che va coinvolta nel dialogo comunitario e nella corresponsabilità.

Il Presidente ha poi indicato i compiti del Superiore Maggiore e del suo Consiglio oggi; compiti che — una volta creato un ambiente libero e liberato dalle preoccupazioni del giudizio altrui — si riassumono nel guidare il cambiamento; nello svegliare realtà locali che rischiano di soffocare i segni del cambiamento; nel saper creare nuovi assetti, nell'aiutare, chi ne ha bisogno, a disseppellire talenti nascosti.
Consiglio del Provinciale o per il Provinciale? si è chiesto alla fine don Mario Aldegani. La migliore risposta è quella che unisce le due preposizioni: del Provinciale, in quanto egli deve saper valorizzare gli apporti che gli vengono offerti; per il Provinciale, nel senso che egli deve saper valorizzare l'apporto di chi lo affianca, considerato persona e non un semplice individuo di ruolo.

Fr. Giovanni Dal Piaz ha fatto una presentazione delle risposte al questionario inviato a suo tempo ai Ministri Provinciali, soffermandosi soprattutto sul Consiglio, la cui fisionomia giuridica è stabilita dal canone 627 del cjc. Dalle risposte relative alla sua fisionomia si deduce che esso è generalmente eletto dal Capitolo provinciale (61 %) o dal Superiore generale (18%); che nel 53% dei casi è costituito da 3/4 membri (a 5 vi arriva il 20%); che l'età media dei Consiglieri è per i due terzi tra i 50 e i 59 anni, con una tendenziale apertura verso i 40enni; che siano capaci di lavorare insieme (86%) e che sappiano collaborare con il Provinciale (74%).

Per quanto si riferisce al funzionamento del Consiglio, e in particolare alle riunioni, risulta che il 63% si riunisce una volta al mese; il 33% ogni due/tre mesi; il 4% ogni quattro. La sua preparazione si limita per il 46% all'invio dell'ordine del giorno, mentre il 27% in-via un dossier sugli argomenti all'ordine del giorno. Tra gli argomenti in discussione è privilegiata la formazione permanente (67%), seguita dal problema economico (50%), dalle relazioni comunitarie (50%) e dall'esame di situazioni personali particolarmente difficili (48%).

Parlando del ruolo del Consiglio del/per il Superiore, p. Agostino Gardin, già Ministro generale dei conventuali, fa queste constatazioni:

  • dato il passaggio dal comando all'animazione, il ruolo del superiore va oltre al famoso insegnare, santificare e governare ed è diventato vasto, complesso, articolato in molte attività. Questo comporta che anche il Consiglio deve muoversi in spazi diversi, più ampi, meno definibili, rispetto a una visione solo giuridica;
  • questo comporta che ci siano discernimento e progetto, evitando l'improvvisazione, la navigazione a vista, le decisioni di corto respiro. Bisogna portare nel Consiglio il metodo usato ora nei capitoli, diventati luoghi di valutazione e di elaborazione di progetti ampi, che proiettano verso il futuro;
  • la figura dell'autorità si presenta più fragile rispetto al passato e deve guadagnare un'autorevolezza che ieri era scontata perché legata all'ufficio.

38 Assemblea Generale CISMParlando del "Risignificare un servizio per il Superiore Maggiore", don Giuseppe Tacconi, salesiano, ha fatto notare che "nel tempo della crisi e dell'incertezza (c'è chi dice che la Vita Consacrata non c'è, o meglio, che non c'è ancora), entra in crisi la normalità di essere superiori (ossia la capacità di pianificare, organizzare e controllare) e di essere Consiglieri, visto che viene loro chiesto di imparare a prendere decisioni, essere innovativi, assumersi delle responsabilità". La cosa non è facile, per cui si richiede un potenziamento e un allargamento della leadership, perché se essa è costruita solo sui Superiori, la Provincia si sgretola ogni volta che essi cambiano. Necessita perciò una leadership (adultità) estesa a Superiori, Consiglieri e, per quanto è consentito, anche ai sudditi come leaders del quotidiano. C'è bisogno non di supersuperiori, ma una leadership diffusa e condivisa.

P. Fidenzio Volpi ha presentato un'ipotesi di lavoro per i prossimi quattro anni (2006-2009), fondata sulla testimonianza di Gesù Cristo risorto, speranza del mondo. Dopo aver precisato che si tratta di una ipotesi programmatica, p. Volpi, ricordando che, come nel quadriennio passato, la Conferenza scelse come tema "la relazione", è opportuno alla luce della tematica del Convegno ecclesiale CEI di Verona (16-20 ottobre 2006) scegliere come tema per il prossimo quadriennio (2006-2009) "la testimonianza": "I consacrati, testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo". Testimonianza nella formazione; per una società multietnica (quali risposte debbono dare i consacrati a livello di integrazione sociale e di dialogo interreligioso); nelle Associazioni di volontariato (ong, onlus, no profit) e nella comunione e gestione dei beni in un mondo globalizzato. "Quali spazi di testimonianza ci rimangono — si è chiesto il Segretario — per inserire la nostra testimonianza nel nostro Occidente e di fronte alla scarsa credibilità da parte della gente? ".

Mi auguro che questi Atti possono essere ancora un valido aiuto per coloro che hanno partecipato all'Assemblea. Per coloro che non hanno partecipato uno strumento per arricchire la propria riflessione e la prassi di governo delle nostre comunità Provinciali. Per tutti un ottimo sussidio su un tema poco dibattuto e limitatamente affrontato dalla letteratura della Vita Consacrata.

Don ALBERTO LORENZELLI, SDB
Presidente Nazionale

 
Contattaci | Area riservata
Copyright © 2005-2008 CISM - Tutti i diritti riservati