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ATTI DEI CONVEGNI DI FORMAZIONE e VOCAZIONI - 2005
 
L'Eucaristia Guarigione del Nostro Amore
La Dimensione Formativa del Mistero Eucaristico
Collevalenza 21 - 25 novembre 2005
 
INDICE
 

L'Eucaristia Guarigione del Nostro AmorePresentazione (Giovanni Salonia)

Nel segno di una solidarietà risanante (Rosario Gisana)

Eucaristia e guarigione delle ferite (Nello Dell'Agli)

Il Superiore Maggiore e il suo Consiglio (Fidenzio Volpi)

TESTIMONIANZE
"Eucarestia e Missione" (Comunità Nuovi Orizzonti)

GRUPPI DI STUDIO
— Animazione vocazionale (Giuliano Bonelli e Raffaele Sacco)
— Formazione iniziale (Olinto Crespi e Nello Dell'Agli)
- Formazione permanente (Gianantonio Fincato, Paola Ibba e Beppe M. Roggia)

Sintesi conclusiva del Convegno (Giovanni Salonia)

 
Presentazione
di Giovanni Salonia
 

Riscoprire la valenza formativa dell'Eucaristia è stato l'obiettivo di fondo dell'annuale Convegno dell'Area Animazione della Vita Consacrata della Cism tenuto a Collevalenza dal 21 al 25 novembre 2005.

Rimettere al centro di ogni progetto di animazione vocazionale e di formazione iniziale e permanente l'Eucaristia significa imboccare la strada maestra di un cammino formativo che integri, in modo creativo, crescita spirituale e crescita umana, fede e quotidiano, amore per Dio e per i fratelli. Significa, in realtà, collocarsi pienamente dentro il mistero dell'incarnazione, del Dio che si fa uomo e dell'umanità che si apre al divino. La formazione cristiana ha, quindi, il compito di rendere ogni donna e ogni uomo sempre più `eucaristici', pienamente inseriti nella famiglia divina e nella famiglia umana. Per il raggiungimento di questa finalità è necessario apprendere — con la mente, il cuore e la vita — che l'Eucaristia deve ricapitolare e rigenerare, verificare e purificare, nutrire e consolare, modellare e ispirare tutta la trama delle relazioni umane. Tanti verbi questi (performativi!) che ci dicono le molteplici valenze pedagogiche dell'Eucaristia e, nello stesso tempo, aprono e richiedono precisi percorsi di approfondimento. Si può affermare, a questo punto, che l'evento Eucaristia deve diventare necessario punto di riferimento (‘fons et culmen’) di ogni formazione alla vita cristiana nelle sue declinazioni di stato di vita coniugale/familiare o di particolare consacrazione. Si tratta di sperimentare — come dice nel suo libro il P Volpi, segretario generale CISM – la gioia e l'entusiasmo di essere ‘appassionatamente sui’, e cioè di Cristo Eucaristia.L'Eucaristia guarigione del nostro amore

Cuore dell'Eucaristia è la celebrazione e il dono agli uomini di relazioni nuove: in essa si rendono presenti, infatti, í rapporti nuovi inaugurati nell'Incarnazione, redenti e rigenerati nel Mistero Pasquale, portati a compimento nella Pentecoste e nella Chiesa. Nell'Eucaristia si rinnova e rivive la lunga storia di amore tra la famiglia divina e la famiglia umana. Eucaristia come luogo in cui risuona il sì al Padre di Cristo che si consegna alla morte, il sì al Figlio da parte del Padre che dona la Resurrezione dalla morte, il sì che è lo Spirito Santo, Bacio eterno e nuovo del Padre e del Figlio. In questa storia d'amore infinito è stata inserita in pieno la famiglia umana: nell'Eucaristia si celebra e riaccade il sì dello Sposo Cristo alla Sua Sposa che è la Chiesa, il sì della Chiesa all'umanità anche la più lontana, già ‘amata’ da Dio e chiamata al convito eucaristico. Nell'Eucaristia il bacio di Giuda viene trasfigurato e redento dal Bacio dello Spirito. Spirito – nuova relazionalità donata dal Risorto – che viene invocato sul pane e sul vino perché diventino Corpo di Cristo e sulla Chiesa, corpo ‘místico’ di Cristo: Spirito, cioè, che rinnova il mistero nuziale tra lo Sposo e la Sposa. Nell'Eucaristia, in altre parole, viene guarita e redenta l'incapacità relazionale dell'uomo chiuso sia a ricevere amore che a donarlo.

Queste sono alcune delle tante ragioni per cui è stato scelto come titolo-tema del Convegno una scultorea affermazione di J. Ratzinger: "L'Eucaristia guarigione del nostro amore", che sintetizza, in modo magistrale, la valenza formativa del mistero eucaristico.
In ambito formativo, è interessante e fecondo sottolineare come le scienze umane oggi ridefiniscano la maturità umana come capacità di relazionarsi. È quindi nel formare alla maturità relazionale il percorso in cui si incontrano e si riconoscono il Mistero Pasquale e le scienze umane: ogni itinerario formativo deve tendere alla maturità relazionale e ogni cammino nello Spirito deve declinarsi in maturità relazionale.

Come icona del Convegno è stata scelta la guarigione dell'emorroissa: "la donna... dichiarò come lo aveva toccato e come era stata subito guarita" (Lc 8,47). Tanti toccano Gesù ("la folla ti schiaccia e tu chiedi: chi ti ha toccato?") ma una sola entra in contatto con Lui e viene guarita.

Si è guariti dall'incontro con il Signore. A cosa devono tendere i cammini formativi, se non ad apprendere come farsi incontrare da Lui e come andare ad incontrare i fratelli?

Dentro questa prospettiva (la valenza curativa e formativa dell'Eucaristia) si è svolto il Convegno. Un biblista, prof Rosario Gisana, un teologo-psicoterapeuta, Nello Dell'Agli, i testimoni Mirko e Claudio, Loredana e David dell'associazione "Nuovi Orizzonti" di Chiara Amirante hanno condiviso con i partecipanti la passione per l'Eucaristia che guarisce i cuori, creando un livello incredibilmente alto di attenzione e di entusiasmo. Nel pomeriggio altri esperti — p. Giuliano Bonelli e p. Raffaele Sacco, Don Olinto Crespi, Nello Dell'Agli, D. Beppe Roggia, D. Giannantonio Fincato e Sr. Paola Ibba – nei laboratori hanno animato e favorito lo scambio di esperienze e l'elaborazione di piste formative centrate nell'intreccio tra Eucaristia e vita affettiva. Nonostante un anno di convegni, seminari, studi sulla Eucaristia, nel Convegno di Collevalenza siamo riusciti a sperimentare quello ‘stupore eucaristico’ di cui parla Giovanni Paolo II nell’Ecclesia de Eucharistia. I partecipanti, colpiti appunto da prospettive suggestive e feconde a livello formativo, hanno chiesto con impazienza questi atti per poter rileggere, studiare, rivivere le intense riflessioni, i precisi itinerari formativi, le stimolanti connessioni tra eucaristia e vita relazionale, tra eucaristia e terapia dell'affettività che sono scaturite nel Convegno.

È' con sentimenti di gratitudine per gli organizzatori, i partecipanti, i relatori che consegniamo alla stampa gli Atti di un Convegno nel quale abbiamo sperimentato, con gioia e passione, che `senza eucaristia non si può parlare né di animazione vocazionale né di formazione iniziale e permanente.

 
© "Il Calamo"
Febbraio 2006
 
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