| Riscoprire la valenza formativa dell'Eucaristia
è stato l'obiettivo di fondo dell'annuale Convegno dell'Area
Animazione della Vita Consacrata della Cism tenuto a Collevalenza
dal 21 al 25 novembre 2005.
Rimettere al centro di ogni progetto di animazione
vocazionale e di formazione iniziale e permanente l'Eucaristia significa
imboccare la strada maestra di un cammino formativo che integri,
in modo creativo, crescita spirituale e crescita umana, fede e quotidiano,
amore per Dio e per i fratelli. Significa, in realtà, collocarsi
pienamente dentro il mistero dell'incarnazione, del Dio che si fa
uomo e dell'umanità che si apre al divino. La formazione
cristiana ha, quindi, il compito di rendere ogni donna e ogni uomo
sempre più `eucaristici', pienamente inseriti nella famiglia
divina e nella famiglia umana. Per il raggiungimento di questa finalità
è necessario apprendere — con la mente, il cuore e
la vita — che l'Eucaristia deve ricapitolare e rigenerare,
verificare e purificare, nutrire e consolare, modellare e ispirare
tutta la trama delle relazioni umane. Tanti verbi questi (performativi!)
che ci dicono le molteplici valenze pedagogiche dell'Eucaristia
e, nello stesso tempo, aprono e richiedono precisi percorsi di approfondimento.
Si può affermare, a questo punto, che l'evento Eucaristia
deve diventare necessario punto di riferimento (‘fons et culmen’)
di ogni formazione alla vita cristiana nelle sue declinazioni di
stato di vita coniugale/familiare o di particolare consacrazione.
Si tratta di sperimentare — come dice nel suo libro il P Volpi,
segretario generale CISM – la gioia e l'entusiasmo di essere
‘appassionatamente sui’, e cioè di Cristo Eucaristia.
Cuore dell'Eucaristia è la celebrazione
e il dono agli uomini di relazioni nuove: in essa si rendono presenti,
infatti, í rapporti nuovi inaugurati nell'Incarnazione, redenti
e rigenerati nel Mistero Pasquale, portati a compimento nella Pentecoste
e nella Chiesa. Nell'Eucaristia si rinnova e rivive la lunga storia
di amore tra la famiglia divina e la famiglia umana. Eucaristia
come luogo in cui risuona il sì al Padre di Cristo che si
consegna alla morte, il sì al Figlio da parte del Padre che
dona la Resurrezione dalla morte, il sì che è lo Spirito
Santo, Bacio eterno e nuovo del Padre e del Figlio. In questa storia
d'amore infinito è stata inserita in pieno la famiglia umana:
nell'Eucaristia si celebra e riaccade il sì dello Sposo Cristo
alla Sua Sposa che è la Chiesa, il sì della Chiesa
all'umanità anche la più lontana, già ‘amata’
da Dio e chiamata al convito eucaristico. Nell'Eucaristia il bacio
di Giuda viene trasfigurato e redento dal Bacio dello Spirito. Spirito
– nuova relazionalità donata dal Risorto – che
viene invocato sul pane e sul vino perché diventino Corpo
di Cristo e sulla Chiesa, corpo ‘místico’ di
Cristo: Spirito, cioè, che rinnova il mistero nuziale tra
lo Sposo e la Sposa. Nell'Eucaristia, in altre parole, viene guarita
e redenta l'incapacità relazionale dell'uomo chiuso sia a
ricevere amore che a donarlo.
Queste sono alcune delle tante ragioni per cui
è stato scelto come titolo-tema del Convegno una scultorea
affermazione di J. Ratzinger: "L'Eucaristia guarigione del
nostro amore", che sintetizza, in modo magistrale, la valenza
formativa del mistero eucaristico.
In ambito formativo, è interessante e fecondo sottolineare
come le scienze umane oggi ridefiniscano la maturità umana
come capacità di relazionarsi. È quindi nel formare
alla maturità relazionale il percorso in cui si incontrano
e si riconoscono il Mistero Pasquale e le scienze umane: ogni itinerario
formativo deve tendere alla maturità relazionale e ogni cammino
nello Spirito deve declinarsi in maturità relazionale.
Come icona del Convegno è stata scelta
la guarigione dell'emorroissa: "la donna... dichiarò
come lo aveva toccato e come era stata subito guarita" (Lc
8,47). Tanti toccano Gesù ("la folla ti schiaccia e
tu chiedi: chi ti ha toccato?") ma una sola entra in contatto
con Lui e viene guarita.
Si è guariti dall'incontro con il Signore.
A cosa devono tendere i cammini formativi, se non ad apprendere
come farsi incontrare da Lui e come andare ad incontrare i fratelli?
Dentro questa prospettiva (la valenza curativa
e formativa dell'Eucaristia) si è svolto il Convegno. Un
biblista, prof Rosario Gisana, un teologo-psicoterapeuta, Nello
Dell'Agli, i testimoni Mirko e Claudio, Loredana e David dell'associazione
"Nuovi Orizzonti" di Chiara Amirante hanno condiviso con
i partecipanti la passione per l'Eucaristia che guarisce i cuori,
creando un livello incredibilmente alto di attenzione e di entusiasmo.
Nel pomeriggio altri esperti — p. Giuliano Bonelli e p. Raffaele
Sacco, Don Olinto Crespi, Nello Dell'Agli, D. Beppe Roggia, D. Giannantonio
Fincato e Sr. Paola Ibba – nei laboratori hanno animato e
favorito lo scambio di esperienze e l'elaborazione di piste formative
centrate nell'intreccio tra Eucaristia e vita affettiva. Nonostante
un anno di convegni, seminari, studi sulla Eucaristia, nel Convegno
di Collevalenza siamo riusciti a sperimentare quello ‘stupore
eucaristico’ di cui parla Giovanni Paolo II nell’Ecclesia
de Eucharistia. I partecipanti, colpiti appunto da prospettive suggestive
e feconde a livello formativo, hanno chiesto con impazienza questi
atti per poter rileggere, studiare, rivivere le intense riflessioni,
i precisi itinerari formativi, le stimolanti connessioni tra eucaristia
e vita relazionale, tra eucaristia e terapia dell'affettività
che sono scaturite nel Convegno.
È' con sentimenti di gratitudine per gli
organizzatori, i partecipanti, i relatori che consegniamo alla stampa
gli Atti di un Convegno nel quale abbiamo sperimentato, con gioia
e passione, che `senza eucaristia non si può parlare né
di animazione vocazionale né di formazione iniziale e permanente. |