partecipa Links Contattaci Pubblicazioni Attività Conferenze regionali Aree ed Uffici Chi siamo Home page
Conferenza Italiana Superiori Maggiori
Conferenza Italiana Superiori Maggiori
Home page > Notizie > Consiglio Nazionale > 15/05/2008
Notizie
 
Consiglio Nazionale - 15 maggio 2008
Relazione del presidente

Carissimi Confratelli,

stiamo vivendo in questi giorni il Tempo dello Spirito. Abbiamo appena celebrato la Pentecoste, quasi duemila anni dopo la prima Pentecoste,  e ciò ci sollecita ad alcune rilevanti questioni. Che cosa la Pentecoste dice oggi alla Chiesa e alla Vita Consacrata? Quale bilancio possiamo fare di come la Chiesa nei due passati millenni ha portato avanti il suo mandato divino di annuncio, testimonianza e dialogo? Come annuncia oggi la Chiesa che soltanto Gesù Cristo è "la Via, la Verità e la Vita" (Gv 14, 6) e che solo in Lui le persone possono trovare la pienezza della verità religiosa ed i mezzi per la salvezza? (cfr Nostra Aetate, 2).

Sì, la Chiesa; ma in particolare noi consacrati dobbiamo esaminare l’esistenza della propria testimonianza. Come rendiamo testimonianza a Cristo con la nostra vita quando ci troviamo a vivere e a lavorare con persone nelle più varie situazioni, in  una società sedotta dal secolarismo, dal permissivismo e dal materialismo pratico o perfino ideologico? Come, consacrati, testimoniamo Cristo sia in mezzo alle persecuzioni sia  in tempi di consolazione?

Il vento impetuoso di quella prima Pentecoste, non si è ancora fermato, continua a travolgere la vita degli uomini, continua a spazzare via le nubi della tristezza, della delusione, della paura e della solitudine, per aprire il cielo ad una nuova Primavera, la Primavera dello Spirito e della Chiesa , la Primavera per tutti i nostri Istituti di Vita Consacrata.

1. Un saluto e un ricordo

Come è mia consuetudine, rivolgo il mio filiale e affettuoso saluto al Santo Padre, Benedetto XVI. Egli continua a sollecitarci con la sua parola chiara e la fedele testimonianza,  attraverso la carità pastorale, il suo atteggiamento semplice e umile. Il coraggio della verità, che il Papa esprime, sprona ciascuno di noi a non venire meno al proprio impegno di essere cristiani autentici e credibili. Il suo recente viaggio negli Stati Uniti, oltre che alle favorevoli impressioni lasciate al popolo americano e alle Nazioni Unite, offrono anche a noi parole profetiche e di grande slancio nell’azione evangelizzatrice.

Esprimo un saluto affettuoso a Madre Viviana Ballarin, che nell’ultima Assemblea Generale dell’USMI, è stata eletta Presidente Nazionale della Conferenza.
"Ricevo una grande eredità. E al contempo sono di fronte ad una impegnativa sfida in un orizzonte segnato da tumultuosi mutamenti culturali e sociali. L'esperienza insegna che quando si crede a un progetto, come quello della formazione permanente, siamo disposte a sacrificare molto per realizzarlo. Credere alla significatività dell'Unione Superiore Maggiori d'Italia (Usmi) e al suo compito principale e peculiare di coordinamento e di animazione della vita religiosa, aiuta ad accettare il servizio, benché oneroso, per il prossimo quinquennio".
Lo ha sottolineato madre Viviana Ballarin, della Congregazione delle Domenicane di Santa Caterina, chiamata a succedere a madre Teresa Simionato giunta alla fine del suo secondo mandato. Anche a Madre Teresa rivolgo il nostro saluto e il nostro ricordo fatto di gratitudine e preghiera.
Ho avuto già occasione di incontrare due volte Madre Viviana e di aver condiviso con Lei la volontà di una concreta collaborazione e di programmare per il futuro momenti di incontro affinché le nostre Conferenze possano insieme fare cammini di comunione.

Rivolgo alla cara Sig.ra Maria Grazia, la nostra storica segretaria, le più sentite condoglianze per la perdita del marito Salvatore. Partecipiamo al suo dolore e a quello dei suoi figli con la preghiera di suffragio, con l’affetto e la vicinanza a Lei affinché il Dio della vita, che lenisce ogni dolore, riempia il vuoto e asciughi ogni lacrima. Mi è caro in questa occasione di rinnovarle tutta la nostra gratitudine per quello che fa e per il bene che vuole alla Vita Consacrata in Italia, attraverso il suo servizio sempre generoso e disponibile.

2. Incontro del Papa con i Superiori/e Generali (18 febbraio 2008).

Nella mattina di lunedì 18 febbraio, il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri del Consiglio per i Rapporti tra la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e le Unioni Internazionali dei Superiori e delle Superiore Generali. All’incontro, che ha avuto luogo nella sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, hanno preso parte i membri del Consiglio Esecutivo dell’Unione Internazionale dei Superiori Generali (USG) e del Consiglio Esecutivo dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (UISG). Erano presenti anche il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, il Cardinale Franc Rodé e S.E. Mons. Gianfranco Gardin, rispettivamente Prefetto e Segretario del Dicastero che si occupa della Vita Consacrata.

Nel corso della riunione sono stati affrontati vari aspetti della Vita Consacrata in questo nostro tempo, mettendo in luce gli elementi positivi e le difficoltà, le attese e le sfide che le Famiglie religiose incontrano nella loro testimonianza evangelica. L’ampio e fraterno dialogo è risultato quanto mai proficuo ed ha offerto a Sua Santità un approfondito aggiornamento sui vari aspetti che riguardano la Vita Consacrata.

Se il processo di secolarizzazione non ha risparmiato neppure le comunità religiose, la fedeltà - ricercata - ai propri carismi è stata la strada per rivitalizzare la spiritualità di ogni famiglia religiosa. E’ la direzione indicata da Benedetto XVI.
La mentalità dilagante, in molte società, che nega o marginalizza l’importanza di Dio e del sacro, non può non allungare la propria ombra anche sui luoghi nei quali vive chi ha fatto di Dio una scelta radicale di vita.

Benedetto XVI lo ha riconosciuto schiettamente: la “stanchezza” spirituale e carismatica è un preoccupante segno dei tempi che “non risparmia” purtroppo “nemmeno le comunità religiose”. E tuttavia, non mancano gli uomini e le donne che anche oggi restano attratti dalla prospettiva di seguire le orme di grandi Santi e di imitarne la generosità nel seguire il Vangelo “sine glossa”. Il Papa ha dato ampio spazio all’analisi critica delle difficoltà che incontrano gli Istituti religiosi, maschili e femminili, all’inizio del 21.mo secolo. “Avvertiamo tutti - ha constatato - come nella moderna società globalizzata divenga sempre più difficile annunciare e testimoniare il Vangelo”. E “se questo vale per tutti i battezzati - ha aggiunto - a più forte ragione è vero per le persone che Gesù chiama alla sua sequela in modo più radicale attraverso la consacrazione religiosa”.

Nonostante queste negative influenze, sottolineate peraltro dalla riduzione di vocazioni, il Papa ha invitato a non “lasciarsi prendere dallo scoraggiamento” perché, oltre le “non poche nubi” che si addensano all’orizzonte della vita religiosa, “stanno emergendo, ed anzi sono in costante crescita - ha rilevato - segnali di un provvidenziale risveglio, che suscita motivi di consolante speranza”. La vita missionaria attiva come la clausura continuano ad esercitare il loro fascino su ragazzi e ragazze, tanto negli Istituti di antica nascita quanto nelle “nuove esperienze di Vita Consacrata”. La scelta della perfezione evangelica, dunque, è frutto per il Papa di un valore sopra tutti gli altri: “Riscoprire lo spirito delle origini, approfondire la conoscenza del Fondatore o della Fondatrice”. Questo, ha detto, “ha aiutato ad imprimere agli Istituti un promettente nuovo impulso ascetico, apostolico e missionario. Ci sono opere ed attività secolari che sono state così rivitalizzante da nuova linfa; ci sono nuove iniziative di autentica attuazione del carisma dei Fondatori. E’ su questa strada - ha concluso il Papa - che occorre continuare a camminare, pregando il Signore perché porti a pieno compimento l’opera da Lui iniziata”.

3. In Belgio, l’Assemblea dell’UCESM (Torhout, 11 – 16 febbraio 2008).

Con il Segretario Generale, Padre Fidenzio Volpi, abbiamo partecipato all’Assemblea dell’UCESM. Sono state giornate di grande intensità e di profonda comunione con le 38 Conferenze Nazionali di Superiori Maggiori di 26 paesi di Europa.
Essendo anche una Assemblea elettiva,  l'ordine del giorno prevedeva il processo elettivo in vista della scelta del nuovo Consiglio Direttivo della UCESM. Dopo un attento e sereno discernimento sono stati eletti i nuovi componenti del Consiglio, Sr. Lutgardis Craeynest, FMA (Belgio) – Presidente; P. Manuel Barbosa, scj (Portogallo) – Vicepresidente; Sr. Danuta Wrobel, nmpn (Polonia) e P. Mariano Sedano Sierra, cmf (Russia).

Filo conduttore dell'Assemblea, guidato da due ampie relazioni del P. Jean-Claude Lavigne OP, sul tema: "La vita comunitaria come attitudine per ciascuno/a di noi e per l'Europa",  è stato l'accento sugli atteggiamenti che aiutano a trasformare la nostra vita in "scuola" per noi stessi e per l'Europa. Tra questi vengono ricordati:

La capacità di condividere ciò che siamo e ciò che abbiamo. Per questo è necessario curare i "legami" con tutti, per lanciare ponti soprattutto verso coloro che condividono i nostri ideali e verso coloro che consideriamo i "lontani".

La ricerca della verità, di quella verità che rende liberi, che permette di superare sogni e illusioni e che si può realizzare se sappiamo vivere la comunità in pienezza. L'altro, infatti, aiuta  a essere noi stessi nella verità e a "dire" la verità.

La generosità nella vita consacrata porta ad un superamento costante di noi stessi per poter diventare dono all'altro. Senza dubbio la vita comune stimola a "perdere" ciò che è nostro e permette che l'altro entri nella nostra vita.

Un rapporto profondo con Dio mira a dare "un'anima" alla nostra vita apostolica e a tutti coloro a cui siamo inviati. Questa è da considerarsi la vera "radice" dell'Europa e nostra.

La nostra "forza" sta non nella potenza ma nella nostra "debolezza", che permette di solidarizzare, di andare controcorrente. Costituisce un valore di prim'ordine che possiamo offrire alla costruzione della nuova Europa, dove gli ultimi e i "deboli" abbiano un'attenzione privilegiata.

P. Jean-Claude Lavigne, partendo dalla constatazione che la vita religiosa ha molte cose da dire alla società odierna, ha sottolineato che in quanto cittadini di questo continente i Religiosi/e hanno il diritto-dovere di far presente ciò che essi sono e ciò in cui credono, indicando le seguenti prospettive:

  • Dobbiamo riflettere attentamente sul nostro linguaggio. Non si tratta tanto di renderci visibili in Europa, quanto piuttosto di cercare di far sì che la gente possa leggere e comprendere la nostra vita e i nostri messaggi.
  • La società europea è affetta da "egocentrismo", che può condurre facilmente all'egoismo. Con il nostro stile di vita e le nostre scelte, dobbiamo proporre invece la solidarietà, l'attenzione ai meno fortunati, come qualcosa di alternativo e di possibile a tutti.
  • I conflitti sono presenti oggigiorno ovunque. Non possono essere evitati, ma possono essere superati. Con la nostra scelta di vita comunitaria dobbiamo mostrare come i conflitti possano essere elaborati, superati e guariti. La croce di Cristo ne è il segreto.

L'appartenenza e l'identificazione sono aspetti ricercati da tutti. La vita consacrata, vissuta in contesto di comunità e di Istituto, mostra da chi dovremmo essere posseduti. Essa può diventare un germe per scelte di vita in cui le chiusure, le esclusioni, le divisioni vengono bandite in favore del dialogo e dell'accoglienza.

Mi permetto di richiamare qui alcune sfide del Messaggio finale che abbiamo inviato a tutti i religiosi:

  • Noi crediamo che la comunità, dono dello Spirito, afferma il primato di Dio e il suo Regno, perché è il luogo dell’incontro con Cristo che ci ha scelti e riuniti, e ci dà la grazia di rispondere al suo amore, vivendo una fraternità autentica, gioiosa e leggibile.
  • Noi crediamo che la comunità è una vera scuola che conduce a un processo di conversione dall’io al noi, risvegliando la passione per l’incontro e il gusto di essere felici insieme.
  • Noi crediamo che la comunità è scuola di relazione, in cui i legami con l’altro si tessono pazientemente, mettendo in comune le risorse, le difficoltà e le fragilità di ciascuno. La forza del legame costruisce comunione e l’unità si crea integrando le differenze.
  • Noi crediamo che la comunità è scuola di riconciliazione e perdono. La ricerca della verità lascia affiorare il dolore e il limite, riconosce il male in noi, fuori di noi e lo denuncia, ponendo gesti di pace.
  • Noi crediamo che la comunità è scuola di ospitalità, per fare spazio a Dio e agli altri, e ascoltare il grido degli esclusi, degli umiliati, degli immigrati. Animati dalla passione per l’umanità, mettiamo in atto tutti i mezzi che possano ridare dignità alla persona.
  • Noi crediamo che una comunità evangelizzata è chiamata ad evangelizzare. È una missione che si realizza in modo nuovo: con una presenza umile, con una collaborazione crescente tra i diversi istituti e i laici, con un linguaggio nuovo di misericordia e di speranza.

Questo è il contributo che vogliamo dare, come religiosi e cittadini, al divenire umano e spirituale dell’Europa.

4. Vita CISM

Le Regioni

In questi due anni e mezzo circa del mio servizio come Presidente ho avuto l’occasione di poter visitare le varie Regioni. Vi confido che sono state esperienze molto positive e arricchenti. L’intento di questi incontri sono di dare con la mia presenza un nuovo impulso all’animazione della Vita consacrata e di poter rendermi conto di persona delle varie realtà. Ringrazio di cuore per la calorosa accoglienza e lo spirito di famiglia che ho sperimentato. Ultimamente gli incontri nella Regione del Triveneto e dell’Umbria mi hanno ulteriormente confermato della buona volontà che guida e accompagna i consigli delle Presidenze Regionali e il coinvolgimento di comunione con la Vita Consacrata femminile che si sta costruendo nelle realtà locali. Sabato sarò con i giovani religiosi della Regione Campana. Mi restano ancora da visitare la Basilicata, Calabria e Marche. Alcune Regioni le ho visitate in più occasioni. Interessanti sono state anche gli inviti ricevuti per incontri con i Religiosi appartenenti ad alcuni Istituti Religiosi, l’invito a tenere relazioni ad alcuni Capitoli Provinciali e a diversi incontri di CISM , USMI e CIIS in alcune zone regionali.
Queste visite mi confermano, però, che a livello regionale dobbiamo porre alcune attenzioni. E’ necessario:

  • che ci sia un Segretario regionale che abbia tempo di coordinare le attività, sollecitare gli incontri, organizzare almeno una assemblea annuale, mantenere costanti rapporti con la Segreteria Nazionale.
  • Che venga costituito il Comitato di Coordinamento regionale. Oggi moltissime questioni di carattere scolastico, socio - educativo, sanitario… si risolvono con le Istituzioni locali. Pertanto il funzionamento di questo organismo non solo è strategico, ma è di fondamentale importanza.
  • Che vengano costituite all’interno della Vita Consacrata Regionale aree di animazione in sintonia con quelle nazionali.
  • Che siano creati momenti di incontro, comunione e collaborazione tra CISM – USMI – CIIS. Anche la rilevanza numerica rende più significativa le nostre presenze nelle chiese locali.
  • Che in ogni Diocesi venga nominato un segretario diocesano per l’animazione della Vita Consacrata e per mantenere rapporti con i Vescovi delle varie diocesi.
  • Che siano sollecitati i Vescovi referenti per la Vita Consacrata a costituire e a radunarsi regolarmente le Commissioni miste.
  • Che vengano mantenuti rapporti di collaborazione e dialogo con i Vicari diocesani per la Vita Consacrata.
  • Che sia curata la celebrazione della Giornata della Vita Consacrata (2 febbraio) in ogni Diocesi

Soltanto mettendo in atto questi processi potremmo rendere significative le nostre presenze, dare loro spessore e rilevanza al fine di evitare sterili lamentele che non producono frutti.

Il Sito: www.cism-italia.org

In questi tre anni il nostro sito ha fatto un ottimo servizio di collegamento. Un centinaio di visite al giorno esprimono l’interesse per questo nostro organo nazionale di collegamento. Voglio esprimere prima di tutto un sincero ringraziamento a Fratel Onorino Rota per tutto il lavoro fatto, la puntualità delle notizie e degli argomenti toccati.

Purtroppo, come era nostro desiderio, dalle varie Regioni, tranne qualcuna, non sono arrivati contributi, cosi da obbligare coloro che si occupano del sito, a dover cercarsi le  notizie e talvolta anche ad improvvisare. Se vogliamo mantenere quest’organo di collegamento, dobbiamo assumerci tutti l’impegno, di inviare con regolarità notizie, contributi, eventuali relazioni di convegni svolti, le riviste pubblicate in alcune regioni o articoli apparsi su giornali che ci interessano, per rendere sempre più questo strumento un organo di condivisione, collegamento e comunione.

Il Convegno CISM – Cnec (9 maggio 2008)

Presso la Domus Mariae, venerdì 9 maggio abbiamo celebrato la Giornata di studio sul tema: “L’avvenire degli Istituti Religiosi e delle Società di Vita Apostolica: problematiche inerenti le riorganizzazioni anche interne – Implicanze”. Il tema voleva rispondere alle numerose richieste che provengono dalle Province religiose in vista di unificazioni, accorpamenti, fusioni di Province ed Istituti religiosi.

Il Magistero della Chiesa  (Perfectae Caritatis), relativamente alle Opere degli Istituti religiosi, prescrive che gli Istituti mantengano e svolgano fedelmente le proprie opere e, tenendo presente l’utilità della Chiesa universale, adattino le opere stesse alle necessità dei tempi e dei luoghi, adoperando i mezzi opportuni, anche nuovi, e tralasciando invece quelle opere che oggi non corrispondono più allo spirito e alla vera natura dell’Istituto. 
In linea generale quindi, per gli Istituti, l’insegnamento della Chiesa rappresenta uno stimolo ad una continua riorganizzazione interna che tenga conto soprattutto delle necessità dei tempi e dei luoghi.
Tale indicazione ha costituito nel passato, per gli Istituti, un punto fermo.
Oggi, la drastica diminuzione nel numero delle vocazioni, le pressanti pretese di adeguamento e di continuo rinnovamento provenienti dall’esterno, causano la difficoltà sempre maggiore per gli Istituti di gestire direttamente le loro opere.
Difficoltà che gli Istituti hanno dapprima affrontato con un maggior coinvolgimento dei laici che  operano all’interno degli Istituti e che ne condividono i valori e le finalità, a vari livelli e in varie forme.

Alcuni Istituti hanno riservato ai laici responsabilità nell’organizzazione, nella gestione e anche nella direzione delle opere, affidando loro compiti, ruoli e funzioni, finora riservati, anche se non di loro specifica spettanza, esclusivamente ai religiosi.
Ma non sempre questo è stato sufficiente e risolutivo.

La maggior parte degli Istituti si trova oggi costretta a ripensare ad una massiccia riorganizzazione delle opere, proprio a causa dell’indisponibilità di religiosi professionalizzati ed in forze.

Per questa ragione si assiste ad una sempre crescente fusione di Province Religiose ad opera di Istituti che ritengono di aver trovato in questa formula una soluzione al problema gestionale.

La fusione di più enti, una volta effettuata, spesso però si rivela come un provvedimento non risolutivo, anzi… Anche perché la riorganizzazione, la fusione, la trasformazione di enti comportano oltre che problematiche di natura gestionale, conseguenze di natura fiscale e tributaria  di non poco conto.

E’ per questo che operazioni come quelle citate devono essere attentamente soppesate, valutate e progettate nei loro particolari, servendosi inevitabilmente di consulenti esperti nel settore degli enti non commerciali, curando l’osservanza delle norme dettate dal diritto canonico, dal diritto civile e del lavoro, dalle norme fiscali e tributarie.

La giornata di studio è ben riuscita e ha visto un’ampia partecipazione di economi ed econome, che hanno gradito ampiamente i contenuti delle relazioni. L’invito ad essere presenti è stato rivolto a tutti i Provinciali di Italia, essendo essi i primi responsabili di queste riorganizzazioni, purtroppo la  loro partecipazione  è stata scarsa.

Assemblea Generale della CEI ( Roma, 26 – 30 maggio 2008).

L’Assemblea Generale della CEI, alla quale parteciperò nei giorni prossimi con Padre Fidenzio Volpi, tratterà il tema dell’educazione e l’evangelizzazione delle giovani generazioni;
La constatazione che la Chiesa “nella sua dimensione più autentica, non è mai pienamente misurabile attraverso ricerche sociologiche o rilevazioni demoscopiche”, ha costituito lo spunto per sviluppare una riflessione corale sul momento ecclesiale attuale. Il richiamo esplicito alla ‘Chiesa del profondo’, fatto dal Cardinale Presidente nell’ultima prolusione al Consiglio Permanente, costituisce in effetti un deciso invito a porre al centro il mistero di Cristo, cuore della fede e dell’esperienza ecclesiale. Come ha affermato il Santo Padre Benedetto XVI durante il Convegno Ecclesiale di Verona: “in un mondo che cambia, il Vangelo non muta. La Buona Notizia resta sempre la stessa: Cristo è morto ed è risorto per la nostra salvezza! Nel suo nome recate a tutti l’annuncio della conversione e del perdono, ma date voi per primi testimonianza di una vita convertita e perdonata” (Omelia allo stadio Bentegodi, 19 ottobre 2006).

Su questo sfondo si colloca l’impegno educativo della Chiesa, che se da un lato rappresenta una dimensione tradizionale del suo agire, dall’altro si è fatto quanto mai urgente oggi, a fronte di una società che non sembra più capace di assicurare riferimenti affidabili per lo sviluppo armonico della persona. Questa urgenza si coglie in particolare tra i giovani e in special modo fra gli adolescenti, che costituiscono la fascia più esposta al disorientamento. Lungi dal cedere alla tentazione della sfiducia, i Vescovi hanno condiviso la convinzione che anche oggi sia possibile educare. Per questo, hanno confermato la scelta dell’evangelizzazione e dell’educazione dei giovani alla fede come argomento principale dell’Assemblea Generale dei Vescovi italiani.

Si tratta, in primo luogo, di risvegliare negli adulti la passione educativa, perché “la vita si accende con la vita, la luce si accende con la luce”: senza riferimenti credibili e modelli avvicinabili è impossibile strutturare personalità mature sul piano umano e spirituale. È questa “un’impresa comune alla quale ciascuno è chiamato a recare il proprio contributo”, secondo le parole del Papa nel discorso per la consegna alla diocesi di Roma della Lettera sul compito urgente dell’educazione (23 febbraio 2008).
Viene evidenziato il profilo caratterizzante l’educazione cristiana, che nella storia ha saputo coniugare dottrina ed esperienza, senza cadere in ideologie astratte o ridursi a pragmatismo irriflesso. Come ha ricordato il Presidente nella prolusione, “non è con i sogni declamati che si costruisce una società nuova e migliore, né con le requisitorie saccenti o le suggestioni vaghe quanto utopiche, ma con i percorsi educativi, con la serietà e l’assiduità delle proposte, con la testimonianza dei maestri, con la severità e lo sforzo diuturno che è propria di ogni conquista”. Solo agendo così sarà possibile superare la divaricazione ricorrente tra razionalità e senso della vita, che mina la condizione giovanile, rendendo ardua l’assunzione di responsabilità adulte e fragile la capacità di amare.

Occorre perciò accompagnare i giovani con lucidità di principi e prossimità di relazioni, aiutandoli gradualmente a diventare protagonisti nella Chiesa e nella società: quest’attenzione deve essere ancor più presente nei percorsi di iniziazione cristiana nelle parrocchie e nelle aggregazioni, ben sapendo che il crescere nella fede passa in via ordinaria attraverso una concreta esperienza di appartenenza. Si tratta, da una parte, di valorizzare il ruolo peculiare e irrinunciabile della famiglia nell’educazione dei figli, e dall’altra di prestare un’attenzione specifica alla scuola, che costituisce il luogo dove è possibile incontrare tutti i ragazzi e i giovani, non solo quelli che frequentano la comunità ecclesiale.

Mi pare che il tema dell’educazione stimoli particolarmente la Vita Consacrata in Italia, considerando che molti Istituti hanno nel proprio carisma l’impegno educativo e in vari campi della loro missione pastorale e offrano un servizio rilevante in questo campo. Il prossimo decennio dovrà vederci maggiormente impegnati a sottolineare questo nostra azione evangelizzatrice, riflettere affinché la nostra opera educativa possa essere puntuale nel momento della storia che stiamo vivendo e dedicare qualche convegno specifico che ci porti a dare risposte a questa “emergenza educativa” sottolineata da Benedetto XVI.

Cari Confratelli, forse mi sono un po’ dilungato in alcuni temi, ma ritenevo che alla conclusione di un anno pastorale potessimo avere una visione completa degli impegni svolti e poterne verificare l’efficacia di quanto abbiamo fatto.
Il mese di maggio, dedicato a Maria, ci incoraggia ad offrire a Lei tutte le nostre intenzioni, ad invocare il suo aiuto materno e ad affidarLe la vita consacrata che è in Italia.

Don Alberto Lorenzelli – SDB
Presidente Nazionale

 
Contattaci | Area riservata
Copyright © 2005-2008 CISM - Tutti i diritti riservati