
Entrando nella cripta della Chiesa di San Pio si rimane colpiti dal colore, dalla luce, e dalla bellezza. Nella rampa e nella nuova cripta, c'è tutta l'estasi dall'arte. Padre Marko Ivan Rupnik, direttore del Centro Aletti di Roma, è l’ideatore e il curatore dei mosaici che impreziosiscono vari angoli del mondo.
Padre Marko non teme di affermare che per lui è stata una grande grazia essere stato chiamato a San Giovanni Rotondo insieme alla sua equipe per lavorare per Padre Pio. E' la prima volta che affrontiamo uno spazio così esteso. Sono più di duemila metri quadrati. Siamo stati chiamati ad affrontare temi teologicamente molto complessi. Si tratta fondamentalmente di due spazi: la rampa che porta alla cripta e la cripta stessa. Nella rampa il pellegrino verrà accolto dai due santi San Francesco e San Pio e, in comunione con loro, giungerà nella cripta, dove si contempla la maturità della nostra vita in Cristo. “Un santo è simile all’altro e insieme lo sono a Cristo. Perciò nella cripta c’è sulla colonna centrale il Cristo in gloria e sulle pareti le scene della vita di Cristo sulle quali si fondano la vita di Francesco e di Pio. Tra l’eternità del Cristo in gloria e la storia che nell’incarnazione Lui assume si estende la santità di Dio e la sua misericordia, che qui splende sul soffitto in oro. Tutto dono dei pellegrini a Padre Pio."
“Il nostro intento era quello di far vedere il fascino, cioè la bellezza della vita che riceviamo nel battesimo e che i santi hanno testimoniato fino alla massima radicalizzazione. Rendendo veramente visibile e palpabile nel loro vissuto e nella loro vita. Mi piacerebbe molto che il pellegrino, o chiunque entrasse in questo luogo, percepisca e possa comprendere che si tratta di uno spazio sacro, uno spazio dove uno rallenta il passo, si azzittisce, e vede che qualcuno lo sta guardando con una grande misericordia".