Scrivo
volentieri questa prefazione al nuovo, breve ma come sempre
incisivo pamphlet del caro e fraterno amico, il cappuccino
Padre Fidenzio Volpi, per due motivi.
Il primo, perché siamo ormai alla conclusione dell’anno
dell’Eucaristia e, nel suo piccolo, questo sussidio
intende raccogliere , prolungare e diffondere i molteplici
approfondimenti e le altrettanto forti provocazioni maturate
nei mesi scorsi.
Il secondo motivo è che ho letto il suo manoscritto
nei giorni esaltanti della Giornata Mondiale della Gioventù
a Colonia, mentre gli occhi ed il cuore erano pieni dello
squisito accento eucaristico che Papa Benedetto XVI ha dato
a quel macroevento ecclesiale, test convincente d’una
“Chiesa giovane””. E proprio quegli accenti
e belle risonanze – ovviamente con tutte le variazioni
che specificamente riguardano i consacrati – ho avvertito
nelle pagine di questo libro. In breve, si tratta della
“tenerezza e accoglienza” che Papa Ratzinger
ha manifestato – e verso tutti (dai giovani agli ebrei,
dai fratelli separati ai rappresentanti delle grandi religioni
– a Colonia: una “tenerezza e accoglenza”
che il Papa attinge proprio dalla tenerezza di Dio Padre,
che per amore s’incarna nel Figlio Gesù Cristo
e che, nella potenza dello Spirito Santo “resta con
noi , tutti i giorni” nel mistero dell’Eucaristia,
fonte e culmine della fede cristiana. Una fede da riscoprire
sempre di nuovo per viverla autenticamente – come
esorta incessantemente Benedetto XVI – e che, a ben
guardare, si fonda e realizza proprio nel “Dio con
noi eucaristizzato”.