
Questa mattina, 14 novembre, è iniziata a Madrid, la XIII Assemblea Generale della Conferenza dei religiosi spagnoli. Nel suo saluto di benvenuto, Alejandro Fernández Barrajón, religioso mercedario e presidente della CONFER (la CISM spagnola) ha definito l'Assemblea: “ un incontro della vita consacrata che si presenta molto variegata, appassionata e ardente, per nulla disposta a lasciarsi spegnere”.
La XIII Assemblea Generale della CONFER riunisce, dal 14 al 16 novembre, 382 Superiori e Superiore Maggiori delle Congregazioni religiose presenti in Spagna. La prima sessione si è aperta con l’eucaristia presieduta per Mons. Jesús Sanz, francescano, e Presidente della Commissione Episcopale per la vita consacrata. Presente anche padre Eusebio Hernández, agostiniano, rappresentante della Congregazione vaticana per gli Istituti di vita consacrata, suor María Emilia da Silva, in rappresentanza dell'Unione delle Conferenze dei Superiori maggiori dell'Europa (UCESM), e Lourdes Grosso, missionaria, direttrice del Segretariato della Commissione dei Vescovi e Superiori maggiori della Conferenza Episcopale.
Il Presidente della CONFER ha voluto sottolineare nelle sue parole di apertura che “questo non è certamente il momento migliore che sta attraversando la vita consacrata, ma - ha ribadito con forza - questa è una delle migliori opportunità che abbiamo per mostrare al mondo e alla Chiesa che siamo parcella dello Spirito e che, all’interno delle nostre comunità c’è una grande ricchezza di vita”.
In un altro passaggio del suo intervento, il religioso mercedario, riferendosi ai religiosi e alle religiose presenti, ha affermato che erano espressione “fiorente di una vita consacrata che vuole camminare al ritmo del nostro tempo, in comunione con tutta la Chiesa, e incarnandosi nell’oggi mediante una presa di posizione forte in favore delle frontiere e delle periferie della vita”.
Ha poi continuato dicendo che “la vita consacrata in Spagna è il viso gentile e vicino della Chiesa, un viso samaritano e gratuito e che i religiosi, stimolati dal profondo discernimento operato in questi ultimi anni, oggi lo sono più che mai”. In questo contesto, alludendo alle sfide molto forti del momento attuale sia a livello interno che esterno, ha proseguito dicendo che “la crisi della quale tanto si parla non è solo nostra, è generale, non è solo delle nostre istituzioni, è delle persone”. Ha quindi accennato ai temi che saranno oggetto di discussione durante l’incontro ed in particolare sulla risposta che la vita consacrata deve saper dare di fronte alle “nuove periferie e frontiere che non scommettono sull'uomo e la donna come immagine di Dio”.
Ha concluso infine, ricordando come la vita consacrata non si schiera dalla parte di coloro che inneggiano all'esclusione e alla condanna, che appoggiano le reazioni egoiste contro l'immigrazione per paura di perdere privilegi e benefici dello stato di benessere, che predicano lo scontro e la guerra come soluzione ai conflitti. La vita consacrata è sempre stata molto vicino alle vittime, ai caduti al margine della strada, a fianco dei poveri, degli immigranti e delle donne maltrattate e tutto questo in nome della Chiesa, nella quale siamo nati e dalla quale siamo stati inviati.