
Sono iniziati questa mattina, presso il Salesianum di Via della Pisana, a Roma, i lavori dell’assemblea semestrale dell’Unione dei Superiori Generali (USG). Per la prima, nella storia di questa importante assemblea, insieme a un centinaio di superiori erano presenti anche una settantina di superiore generali. Per tutta la giornata, in un fraterno scambio di valutazioni e di esperienze, i partecipanti si sono confrontati sulle possibili forme di collaborazione in modo da rendere sempre più significativa nella Chiesa e nella società la propria testimonianza e la propria consacrazione.
Come è noto, oggi nel mondo intero, gli istituti di vita consacrata con approvazione pontificia sono 1.788, dei quali 271 maschili e 1.151 femminili. Mentre i religiosi sono circa 196.000, le religiose sono invece oltre 800.000.
Commentando il tema generale dell’assemblea, “Assieme per il Regno”, il presidente uscente dell’USG, fr. Alvaro Rodriguez, ha affermato che “se camminiamo insieme per il Regno, è necessario che ci incontriamo, che ci sosteniamo a vicenda, che condividiamo le nostre esperienze e troviamo forza e appoggio nelle nostre difficoltà”. Dopo la “meravigliosa esperienza” del congresso internazionale del 2004, “è indispensabile, ha aggiunto, che ci aiutiamo perché la nostra vita religiosa possa offrire una scala di valori alternativa, critica rispetto allo status quo, modello ispiratore per la nostra società, ispirata da valori del Vangelo per la costruzione di una nuova società che abbia Gesù Cristo come modello di pienezza”.
Dopo questi saluti iniziali i lavori sono proseguiti con relazioni di fr. Pascual Piles Ferrando, fino a pochi mesi fa superiore generale dei Fatebenfratelli e di Mary Wright, delle suore di Loreto. Ambedue, riferendosi all’esperienza concreta dei propri istituti, hanno ribadito l’importanza della collaborazione non solo fra i diversi istituti di vita consacrata ma anche e soprattutto con i laici. Amministrare, ha detto in particolare fr. Pascual Piles, significa “ripartire equamente le risorse, commisurare la partecipazione alle responsabilità, scegliere le persone adatte, delegare alcune funzioni, motivare, garantire una remunerazione soddisfacente, assicurare la sicurezza del lavoro, creare un senso di appartenenza, trasmettere i valori dell’istituzione, lavorare in équipe interdisciplinari, prevedere lo spazio da dare all’azione sindacale, valutare gli atteggiamenti da adottare nei mementi conflittuali”.
Sollecitati da questi interventi, i superiori e le superiore generali si sono quindi suddivisi in piccoli gruppi per provare a rispondere concretamente ad una lunga serie di interrogativi: che significato che può assumere la “collaborazione” nel contesto della spiritualità di comunione del nuovo millennio? Che cosa impedisce o rende difficile la collaborazione? In che misura le esperienze ascoltate possono arricchire le esperienze nel proprio istituto? Quali possono essere gli elementi essenziali per portare a termine un progetto di collaborazione? In quali campi si potrebbe realizzare un progetto comune? La risposta a questi interrogativi ha praticamente occupato la parte restante di
tutta la prima giornata di lavori.
La mattinata si è conclusa con la concelebrazione eucaristica presieduta dal prefetto della congregazione per la vita consacrata e gli istituti di vita apostolica, card. Franc Rodé, che ha voluto anzitutto ringraziare fr. Alvaro Rodriguez per il suo servizio di presidente svolto in questi anni con mitezza, con umiltà e insieme con profondità di pensiero. Ha saluto poi il nuovo segretario del dicastero, Mons. Agostino Gardin, che ha seguito fin dall’inizio i lavori dell’assemblea. Il card. Rodé ha invitato i consacrati a vivere il dono del proprio carisma insieme ai pastori della Chiesa, agli altri istituti di vita consacrata, ai fedeli laici e a tutti gli uomini di buona volontà. La corresponsabilità dei consacrati si deve concretamente manifestare inserendosi pienamente nella vita delle proprie Chiese locali, nella piena consapevolezza di vivere sempre per la Chiesa, con la Chiesa e nella Chiesa.
Dopo la presentazione delle conclusioni dei lavori di gruppo in serata, i lavori proseguiranno domani da parte dei soli superiori generali che, questa volta, e anche qui, per la prima volta, si confronteranno con la congregazione per la vita consacrata, nella persona del nuovo segretario e dei suoi due sottosegretari.
In cartella i superiori generali hanno trovato anche il risultato del primo sondaggio per la elezione del nuovo presidente USG. La sua elezione definitiva avverrà, però, solo nella mattinata di venerdì.
Angelo Arrighini