
“Non dovete aver paura di sognare”. È questo il messaggio che Benedetto XVI ha lasciato nella veglia di preghiera che ha vissuto sabato sera insieme a 400.000 giovani italiani a Loreto.
Nella piana di Montorso, parlando ai ragazzi che avrebbero poi passato la notte sotto le stelle in attesa della Messa della domenica, il Papa ha riconosciuto che “purtroppo oggi, non di rado, un’esistenza piena e felice viene vista da molti giovani come un sogno difficile, e qualche volta quasi irrealizzabile. Tanti vostri coetanei guardano al futuro con apprensione e si pongono non pochi interrogativi. Si chiedono “come inserirsi in una società segnata da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire all’egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare un senso pieno alla vita?
“Non abbiate timore, Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore! Ci sono forse sogni irrealizzabili quando a suscitarli e a coltivarli nel cuore è lo Spirito di Dio?”.
In ambiente tipico di una Giornata Mondiale della Gioventú, ha detto: “Lasciate che questa sera io vi ripeta: ciascuno di voi se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose. Ecco perché, cari amici, non dovete aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà”.
Nel corso dell’incontro, alcuni dei giovani presenti all’Agorà hanno portato la loro testimonianza e hanno dialogato con il Santo Padre, ponendo delle domande alle quali il Papa ha risposto.
Alle 21.15, dopo la veglia, il Pontefice si è recato al Santuario Lauretano per un momento di preghiera nella Santa Casa. I giovani hanno potuto seguirlo in collegamento televisivo sulla piana di Montorso.
Poi la notte è continuata tra canti e preghiere fino a quando lo spettacolo pirotecnico ha concluso la giornata.
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