
“Ogni ora muoiono 1.200 bambini: è l'equivalente di tre Tsunami al mese, e questo per tutti i mesi dell’anno”. È con queste parole che l’United Nations Development Programme presenta il suo rapporto e poi aggiunge: “Siamo incamminati verso una prevedibile catastrofe”.
È una antifona per la riunione dei leader mondiali riuniti al Palazzo di Vetro. La stessa sede dove nel 2000 fu firmata la “Dichiarazione del Millennio” che prevedeva, entro il 2015, di dimezzare la povertà estrema, abbattere il numero di morti tra i bambini e fare in modo che tutti andassero a scuola.
Nel 2005 il panorama, insomma, resta preoccupante. Il rapporto premia la Norvegia, considerata per il quinto anno consecutivo, il primo Paese per livello di sviluppo umano (Oslo festeggia aumentando le donazioni all'Africa), e condanna il Niger al 177˚ e ultimo posto. Fotografa un mondo di disuguaglianze, dove il 10% dei brasiliani, i più indigenti, sono più poveri dei poveri del Vietnam.
Mostra anche elementi positivi: 1,2 miliardi di persone in più dispongono di acqua potabile. Il Vietnam ha dimezzato la povertà di reddito dal 60% del '90 al 32% del 2000 e ha ridotto la mortalità infantile. Dimostrando, insieme all'Uganda e alla Cina, che il progresso rapido è possibile. Ma 18 Paesi hanno indicatori di sviluppo peggiori rispetto al '90. Dodici sono nell'Africa sub-sahariana, distrutta dall'Aids. Gli altri 6 facevano parte dell'Unione Sovietica. Significa che 460 milioni di persone stanno peggio.
Per quanto riguarda gli aiuti vengono evidenziate due anomalie. La prima è che i Paesi ricchi offrono poco: 0,25% del Pil. E il G8 ne ha indicato tre come peggiori: Usa (0,15), Italia (0,17%) e Giappone (0,20). La seconda è che i donatori vincolano l'aiuto all'acquisto dei loro prodotti. Così chi riceve i soldi vede le proprie uscite lievitare del 20%.
Ma se le nazioni più povere gestiscono bene gli aiuti questi sono davvero utili. Infatti la spesa sanitaria pro capite in Zambia è scesa da 8 dollari a 3. E in Tanzania 1,6 milioni di bimbi sono andati a scuola dopo che nel 2003, grazie agli aiuti, è stata abolita la tassa di frequenza.
Il Papa nell’angelus dell’11 settembre, riferendosi all'incontro di questi giorni al Palazzo di vetro, diceva: "Formulo fervidi voti perchè i governanti trovino soluzioni idonee a realizzare i grandi obiettivi prefissi, in spirito di concordia e generosa solidarietà. Auspico il particolare successo nella messa in opera di efficaci misure concrete per rispondere ai più urgenti problemi posti dall'estrema povertà, dalle malattie e dalla fame, che affliggono tanti popoli".