
Don Orione nel 1899, arrivò nella città dei fiori, chiamato dall’allora Vescovo, Mons. Ambrogio Daffra, già suo rettore nel seminario di Tortona e poi vescovo di Ventimiglia, per aprirvi il Convitto San Romolo, istituzione educativa che proseguì la sua attività fino al 1957. Nel 1922, sempre a Sanremo, Don Orione acquistò la Villa Santa Clotilde in corso Cavallotti, per adibirla a casa di accoglienza.
Tre anni dopo la morte di Don Orione, e siamo nel 1943, i suoi religiosi aprirono l’attuale sede del Piccolo Cottolengo, dove oggi sono assistiti quasi 200 ospiti. Proprio quest’oggi è stato inaugurato il “nuovo” Piccolo Cottolengo Sanremese, completamente restaurato.
L’intensa giornata del 12 marzo è iniziata con l’allegro ritrovarsi di amici e pellegrini provenienti da Tortona, Pontecurone, Genova e altre località segnate dalla presenza dell’Opera di Don Orione, una decina di pullman.
Nella Cattedrale di San Siro, il solenne pontificale è stato presieduto dal Vescovo di Sanremo, Mons. Alberto Maria Careggio, presenti il vescovo di Tortona, Mons. Martino Canessa, il Vescovo emerito di Sanremo, Mons. Giacomo Barabino, e il vescovo del Madagascar, Mons. Ferdinand Botsy, e il superiore generale Don Flavio Peloso. A quest’ultimo è stata affidata l’omelia, durante la quale ha tracciato le ragioni storiche e spirituali del legame di Don Orione con Sanremo, indicando nella dinamica della carità la ragione profonda dell’amicizia sia con la Chiesa che con la società di Sanremo.
Nel pomeriggio c’è stato il rito di inaugurazione del “nuovo” Piccolo Cottolengo. Don Fulvio Ferrari, protagonista dei lavori di risistemazione del vecchio e grande edificio, ha tratteggiato la storia di questa istituzione che sorse come convento degli Agostiniani nel 1644, divenne poi lebbrosario ed ospedale, fino all’acquisto da parte di benefattori amici di Don Orione per farne un’opera di Carità nel 1943. Don Sterpi riconobbe in questo “il dono di Don Orione a Sanremo” .
Il Vescovo ha detto che questa istituzione fa onore alla Chiesa e alla Città di Sanremo. Il Superiore generale ha ringraziato tutti per la collaborazione ricordando la scena familiare della sua mamma che faceva la polenta. “Noi Orionini facciamo solo girare il mescolo, con pazienza e fiducia, ma la “polenta” viene dalle istituzioni pubbliche e dai benefattori. Però anche la polenta non si trasformerebbe in alimento buono per malati e bisognosi se, sotto, non ci fosse il fuoco, il fuoco della carità, e questo viene da Dio”.
L’ultimo importante atto della giornata si è svolto nella Sala consigliare del Comune di Sanremo ove è stato firmato un “Patto di amicizia nel segno di Don Luigi Orione” tra Tortona, Pontecurone e Sanremo. Parole di riconoscenza e di impegno sono state pronunciate dai 3 sindaci: Claudio Scaglia di Pontecurone, Massimo Berutti di Tortona e Maurizio Zoccarato di Sanremo.