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Cercare Gesù sulle orme di Pietro
 
29/4/2010 - Roma
 
In seicento tra sacerdoti, seminaristi, religiosi, giovani e coppie hanno partecipato al pellegrinaggio da San Sebastiano a San Pietro. La conclusione all'alba con la Messa del cardinale Vallini

«Cercare Gesù sulle orme di Pietro» è lo slogan del pellegrinaggio, svoltosi nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 aprile e organizzato dal Servizio diocesano per le vocazioni e dai seminari romani, in preparazione alla 47ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, tenutasi ieri, domenica 25.

«Come il vostro cammino voglio sintetizzare in tappe il percorso di conversione fatto dall’Apostolo Pietro e ne ho individuate tre». Così ha esordito il cardinale vicario Agostino Vallini, nell’omelia della concelebrazione da lui presieduta all’alba nella basilica vaticana, mèta finale del percorso. Il porporato ha illustrato l’itinerario di fede del “Principe degli Apostoli”, chiamato dal Signore a una sequela che lo condurrà fino al martirio, affermando: «Pietro, prima assiste a tutti i prodigi meravigliosi compiuti da Gesù, e poi lo vede morire in croce sfigurato e allora viene colto dal dubbio. A questo però subentra l’entusiasmo quando la grazia del Signore incontra la sua libertà e lo rende docile all’accoglienza della salvezza». Il cardinale ha poi concluso precisando che «Pietro arriva infine a esclamare di “essere felice di soffrire per Cristo” perché ha acquisito grande coraggio, accogliendo senza indugi il comando “Seguimi!” e non avendo più nessuna paura di dare la vita per il Signore».

Coraggio hanno avuto anche i tanti che hanno sfidato, con grande spirito di sacrificio, sonno e pioggia incessante. Partiti dalla basilica di San Sebastiano fuori le Mura sull’Appia Antica, seguendo la croce fluorescente in testa alla processione, hanno toccato tutti luoghi significativi di Roma legati alla presenza di Pietro e ai martiri cristiani. Tra questi la chiesa del «Quo vadis», le Terme di Caracalla, l’Arco di Costantino, il Colosseo, i Fori e il Carcere Mamertino. Queste soste, scandite da brevi catechesi o dalla lettura di brani evangelici o di massime di santi, sono state intervallate da canti professionali, momenti di preghiera e brevi spiegazioni storiche proposte da monsignor Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico della diocesi di Roma.

L’ultima tappa si è tenuta sul sagrato della Chiesa Nuova dove il padre oratoriano Maurizio Botta ha poi illustrato la figura di San Filippo Neri che, come l’Apostolo Pietro, si è lasciato guidare dallo Spirito. L’arrivo infine in Vaticano, ancora nel buio della notte, per rinnovare il sacrificio eucaristico di Cristo proprio là dove ha avuto compimento quello supremo di colui cui il Signore volle affidare la sua Chiesa, con la più alta testimonianza di fede che è il martirio.
 
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